Tra cielo e mare, nel punto più alto e panoramico dell’isola di Lipari, tra un’alba che sorge e un tramonto che si dissolve, sorge il Santuario Diocesano della Madonna della Catena.
“Chesa Vecchia”, come noi, figli di questa terra, siamo soliti chiamare questo luogo che non riveste soltanto un punto importante panoramico dsul nostro territorio, ma richiude in sè il cuore pulsante della devozione mariana nella frazione di Quattropani.
Le origini affondano nel XVI secolo, sono i vari documenti d’archivio a suggerire che già nel 1588 esistesse una struttura dedicata al culto della Madonna. Nel corso dei secoli, poi, il santuario ha subito diverse trasformazioni, tra cui un significativo ampliamento nel 1646, che ha conferito alla chiesa la dignità e lo spazio necessari per accogliere il crescente numero di pellegrini che via via arrivavano da tutta la Sicilia. Sarà nel 1905 il grande momento di rilievo storico quando Papa Pio X, accogliendo l’istanza del Vescovo Francesco Raiti, concesse al santuario l’Indulgenza Plenaria toties quoties. Questo privilegio spirituale ha trasformato la chiesa in una meta di pellegrinaggio fondamentale per l’intero arcipelago eoliano. Si dovrà attendere il 1969, l’edificio è stato ufficialmente elevato al rango di Santuario Diocesano, durante la giornata dell’otto dicembre, festività dell’Immacolata.
Ma come appare l’edificio dall’esterno? Ovviamente, il nostro invito è quello di venirlo a scoprire visitando le Eolie, ma possiamo dirvi che il santuario esprime un’estetica che richiama la sobrietà dello stile greco-dorico. La facciata candida, tipica delle costruzioni eoliane, risalta contro il blu intenso del mare che, all’orizzonte, assomiglia a una grandissima distesa di colore uniforme. Caratteristico è il sistema di intonacatura delle coperture, progettato anticamente per facilitare la raccolta delle acque piovane, risorsa preziosa per l’isola.
Ma proviamo adesso a varcare la soglia del santuario. Ad accoglierci è l’interno a navata unica che avvolge noi visitatori in un’atmosfera di silenziosa preghiera e raccoglimento. E poi proviamo a guardarci intorno: l’altare maggiore con un raffinato olio su tela del XVIII secolo, che ritrae la Santissima Vergine con il Bambino, l’effige della Madonna della Catena, una scultura in legno settecentesca che viene portata in processione durante le festività. E proprio di festività è arrivato il momento di parlare perché, sebbene il legame con la Madonna sia costante tutto l’anno, il culmine dei festeggiamenti ufficiali avviene l’8 Settembre.
Caratteristico e consolidato è poi l’appuntamento annuale del primo maggio per condividere il senso di condivisione sociale: è il giorno del cosiddetto “quadaro” che simboleggia la grande pentola dove vengono cucinati vari tipi di minestra, poi servita a tutti i presenti da dolci locali e vino della zona. È un momento in cui il sacro si mescola al profano attraverso danze, canti e giochi popolari, celebrando l’identità di un popolo che vede nella Madonna della Catena la sua protettrice universale.
Oltre al suo valore religioso, il Santuario è celebre per la sua posizione geografica. Dallo spiazzo antistante è possibile godere di una vista mozzafiato su Salina, Filicudi e Alicudi. È un luogo dove la natura sembra inchinarsi alla spiritualità, offrendo ai visitatori un senso di pace che raramente si trova altrove.
Nota: si rimanda alla visita del sito web ufficiale “Collegamenti Nazionale Santuari”: https://www.santuaritaliani.it/santuario/s-maria-della-catena-isole-eolie/ per ulteriori approfondimenti.





