Nata a fine Cinquecento, deve il suo volto attuale ai restauri del 1908 voluti dal canonico Paino, che ne fece un gioiello rurale unico. È una delle chiese di contrada più ampie dell’isola, impreziosita all’interno da raffinati stucchi e dettagli in oro.
Custodisce la memoria del luogo anche “nel profondo”: una cripta sotterranea ha ospitato le spoglie degli abitanti fino agli anni ’30. Da sempre cuore della comunità, rappresentava l’oasi estiva prediletta dal clero locale per la sua quiete e il panorama mozzafiato.
Testo di Martina Costa
